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Farnesina

Luigi Corvaglia (Lecce, 30 gennaio 1966) è uno studioso della psicologia dell'autoritarismo ed attivista anti-sette italiano. E' psicologo, psicoterapeuta, docente, saggista e conferenziere.  

Tema centrale della riflessione di Corvaglia è quello del libero arbitrio e dei suoi limiti con particolare riferimento alla scelte che comportano una perdita della propria libertà. Questa condizione viene a verificarsi nella dipendenza da sostanze stupefacenti come nella volontaria sottomissione degli individui al potere (dello stato, di una chiesa o di una "setta") . Una riflessione che verte sulla libertà e della sua antitesi, la dipendenza. Ne deriva, quindi, l'interesse per gli aspetti liberticidi e "criminogenetici" di ideologie, religioni e culti.

Attività Edit

Dopo esserne stato a lungo Vice-presidente, dal 2015 è Presidente del Centro Studi Abusi Psicologici (CeSAP). E' componente tanto del comitato scientifico (dal 2015) quanto del Consiglio Direttivo (dal 2016) della FECRIS, la Fédération Européenne des Centres de Recherche et d'Information sur le Sectarisme, una ONG con sede a Marsiglia che raccoglie 60 associazioni anti sette di 32 paesi. E' il primo italiano ad occupare queste posizioni.

E' stato relatore alle Conferenze della FECRIS di Copenaghen (2103) , Bruxelles (2014), Marsiglia (2015), Sofia (2016), nuovamente Bruxelles (2017) e Riga (2018).

E' autore di vari libri e decine di articoli sul tema della libertà in tutte le sue implicazioni (filosofiche, politiche, cliniche e criminologiche). Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo e Russo.

Negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 è stato delegato all' OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) presso l' ODHIR (Office for Democratic Institutions and Human Rights) di Varsavia, a rappresentare la FECRIS [1]. Nel 2017 è stato confermato in via definitiva rappresentante FECRIS presso l' OSCE a Varsavia.

ODHIR

ODHIR

Dal 2017 è referente FECRIS per la European Agency for Foundamental Rights (FRA) di Vienna.

Dal 2016 è contributing author presso la Open Minds Foundation di Tucson, Arizona (USA) e dal 2018 è stato chiamato a far parte dell' Advisory Board della stessa fondazione [1]

Nel 2017 è stato scelto come docente sul tema dei gruppi costrittivi dal governo del Circondario Federale della Siberia (distretto artico dello Yamelo Nenec) a Salekhard [2] .

Nel 2018 è stato istruttore nel progetto "Bodrun" in Turchia.

Dal 2019 è revisore di "Psychology of Religion and Spirituality", la rivista di Psicologia della Religione dell' APA (American Psychological Association)

Dal 2019 è nell'albo dei Formatori Esperti della Scuola Superiore di Magistratura.

A Corvaglia si sono interessate a vario modo riviste sia italiane (Linkiesta, Affari Italiani, Panorama, L' Espresso, Misteri, ecc.) che straniere (USA, Cina, Iran, Spagna, Russia) ed è stato ospite in qualità di esperto in vari programmi televisivi italiani (di tutte le reti Rai e di Sky) e stranieri (Francia, Russia).

E' Magistrato Onorario presso la Corte d'Appello del Tribunale di Bari.

E' socio della Sezione "Sociologia della Religione" della Associazione Italiana di Sociologia (AIS) e membro della American Psychological Association (APA).

E' componente del Direttivo Regionale della Società Italiana Tossicodipendenze (SITD)

E' collaboratore della cattedra di Criminologia dell' Università del Salento.

Argomenti centrali Edit

Nuclei delle argomentazioni di Corvaglia sono:  

  1. La fallacia della teoria della scelta razionale: Corvaglia ritiene che non sia vero che le preferenze e le scelte individuali sono logiche e portate a massimizzare il benessere individuale come ipotizzato dalla scuola economica neoclassica;  
  2. La fallacia del relativismo radicale: Secondo Corvaglia, il relativismo radicale, che viene presentato spesso come progressista e "liberale" perché contrario agli assoluti ideologici, sarebbe in realtà contraddittorio e aprirebbe a esiti illiberali e assolutisti in contrasto con l'etica liberale[3].  

Biografia Edit

Nato a Lecce, ha vissuto a Casarano, dove si è diplomato presso il locale Liceo Classico. SI è laureato in psicologia a Roma e specializzato in psicoterapia Cognitivo-Comportamentale presso la Società Italiana Medicina Psicosomatica (SIMP), sempre a Roma. Ha conseguito vari titoli in master e corsi di formazione in Criminologia, Medicina delle Dipendenze e Neuroetica. Si è formato e collabora con i maggiori esperti internazionali di culti coercitivi.

È dirigente psicologo presso il Dipartimento Dipendenze Patologiche dell'ASL di Bari e collaboratore della cattedra di Criminologia dell'Università del Salento.

Pensiero e riferimenti culturali Edit

Il background libertario Edit

Luigi Corvaglia è un libertario. Parte, quindi, dall'assunto di una irriducibile sovranità individuale che non può essere violata da alcun potere o pretesa del singolo o della collettività. Difende, quindi, una concezione basata sull'individualismo metodologico che ne ha fatto uno fra i più discussi pensatori contemporanei sul tema del libero arbitrio e le sue implicazioni. Infatti, gode di una certa fama nell'ambito del pensiero libertario per averne animato per anni il dibattito[4] [5], non solo in Italia[6] [7], sui temi della libertà del mercato e della libera scelta. Lo psicologo si è posto a metà strada, equidistante dal socialismo anarchico come dall' anarcocapitalismo [8]. Al primo rimprovera un approccio romantico e l'errore di avere anteposto la lotta al "capitale" a quella all'autorità tout court. Egli, invece, ritiene, utilizzando la terminologia di John Rawls, di invertire l' "ordine lessicale": prioritaria la difesa dalla autorità, ivi inclusa quella del capitalismo monopolistico connesso alla statualità. Secondo la lettura di Proudhon, però, Il "mercato" può essere antitetico al capitale, se concretamente "libero". All'anarco-capitalismo, una dottrina che predica la sostituzione dello stato con il mercato, rimprovera di sacralizzare la proprietà e il porsi su posizioni conservatrici circa laicità, immigrazione e diritti civili [9]. Corvaglia, pertanto, sostiene posizioni vicine al neo-mutualismo di Kevin Carson, al socialismo libertario di Francesco Saverio Merlino, all' agorismo di Samuel Edward Konkin II e al liberalismo di Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini.

Il tema dello pseudo-progressismo Edit

Il mondo "libertario" in senso lato, cioè quella galassia che va dal liberalismo più estremo all'anarchismo, ritiene che, in nome della libertà individuale nessuno debba interferire con le scelte di vita, anche dannose per l'autore della scelta stessa, incluse l'assunzione di droga, il masochismo sessuale o l'adesione ad un culto abusante. Ponendosi, però, in antitesi a gran parte di questo mondo, Corvaglia ritiene che, proprio in ottemperanza al principio di salvaguardia della sovranità dell'individuo, occorra riconoscere quando si siano passati i limiti della persuasione "indebita".

Corvaglia contesta ai difensori del "diritto alla propria servitù" - come i Radicali Italiani - di farsi apologeti di progetti di asservimento basati sul culto illibertario dell'irrazionale ( frutto del relativismo "postmoderno") e di fare in ciò, in modo assolutamente contraddittorio, fronte unico con il tradizionalismo ed il fondamentalismo cattolico, da sempre posto su posizioni simili[10]. Corvaglia ritiene il relativismo propagandato da certi "progressisti", con il suo rispetto per la pseudoscienza e la sfiducia nel "pensiero competente", prova dell'esistenza di un "progressismo naif" e irrazionalista basato sul principio più che sulla responsabilità (secondo le categorie di Weber) che, di fatto, è una forma di assolutismo conservatore.

Contributo allo studio dei gruppi abusanti Edit

Il principale intento di Corvaglia differisce da quello della maggioranza degli attivisti anti-sette. Piuttosto che argomentare contro le "sette" o promuovere la teoria della manipolazione mentale, Corvaglia si è concentrato sulla evidenziazione delle fallacie degli argomenti dei difensori dei gruppi totalitari, i cosiddetti "apologeti dei culti".

Lo smascheramento cognitivo del dittatore mentale Edit

Luigi Corvaglia compie un'operazione intellettuale che definisce di "smascheramento". Infatti, ritiene che gli argomenti degli apologeti dei culti siano trucchi logici facilmente smontabili con l' applicazione cognitiva. In particolar modo, egli si impegna a mostrare le aporie degli argomenti "liberali" portati dai difensori dei culti. Infatti, applica ai gruppi abusanti la stessa critica che i liberali applicano agli stati totalitari. I culti abusanti sarebbero, secondo Corvaglia, forme di "dittature non territoriali". In altri termini, benchè gli apologeti dei culti dipingano chi critica le sette come un illiberale, un nemico dell'autodeterminazione, è proprio perché forte del suo background radicalmente "liberal" [11] che Corvaglia ritiene di dover censurare e prevenire gli abusi dei gruppi costrittivi.

Argomenti Edit

  1. La Persuasione indebita: Corvaglia ritiene che il problema della "manipolazione mentale" sia volutamente mal posto al fine da dipingere gli anti-sette come creduloni che immaginano gli adepti dei culti come persone magicamente soggiogate da mirabolanti e infallibili tecniche di "lavaggio del cervello". Per Corvaglia, invece, non è la qualità della persuasione che conta, bensì il suo fine. Nel "gioco delle tre carte" prodotto dagli apologeti, questi fanno vedere solo la "carta" della persuasione e non quella della finalità totalitaria del persuasore. La cosa viene esposta dall'autore nel suo modello circomplesso (https://cultieliberta.wordpress.com/2019/03/03/persuasione-indebita-un-modello-bidimensionale/).
  2. Il "lupo totalitario sotto la pelle d'agnello liberale": Corvaglia ritiene che quelli liberali siano argomenti truffaldini utilizzati per difendere gruppi totalitari tramite giochi logici e richiami emotivi alla libertà, entrambi facilmente smontabili con la logica. Infatti, gli apologeti pretendono di difendere l'assolutismo in nome di principi democratici, salvo poi negare i principi democratici all'interno dei culti in nome al principio assolutista del dogma (https://cultieliberta.wordpress.com/2017/12/13/perche-i-radicali-sbagliano-a-difendere-le-sette/)
  3. La scelta razionale: Alcuni apologeti dei culti son fautori della Teoria della Economia Religiosa, una teoria che vede le varie pratiche e credenze quali "beni" religiosi prodotti da "aziende religiose" in libera concorrenza sul mercato. Questa concezione mercatista è basata sulla Teoria della Scelta Razionale che è stata in voga nell'economia neo-classica e che prevede i consumatore come individuo razionale che opera le sue scelte al fine di massimizzare il proprio utile personale. Corvaglia ritiene questo paradigma a) fallace, al punto di essere stato abbandonato in ambito psicologico ed economico; b) comunque non applicabile al campo religioso per le motivazioni psicologiche e non razionali sottese alla scelta religiosa.

Fra i vari "giochi mentali" evidenziati da Corvaglia nelle argomentazioni degli apologeti vanno segnalati:

a) la volontaria confusione fra gradualità è bipolarità. È vero, come dicono i difensori dei culti, che nessuna scelta è completamente libera, ma questo non vuol dire che non sia possibile definire le scelte che sono fortemente influenzate da fattori condizionanti. "L'esistenza dell'acqua tiepida non impedisce di distinguere quella fredda da quella bollente" [12] [13]; a questa è legata a1) la volontaria confusione fra indeterminazione e inesistenza. Infatti, le cose esistono o non esistono indipendentemente dalla nostra difficoltà a definirne i limiti. Ad esempio, è ben difficile definire il limite fra la libera scelta del lavoratore di accettare un lavoro e lo sfruttamento. Ciononostante, sono in pochi ad affermare che lo sfruttamento economico non esista. Lo stesso è per la persuasione e l'influenza;

b) la volontaria confusione fra falsificabilità scientifica e metafisica. Massimo Introvigne afferma che alcuni movimenti laici (anti sette) siano "post-razionalisti", cioè attribuirebbero ai leaders delle sette il potere quasi sovrannaturale di attuare il "lavaggio del cervello". Una teoria, questa, che sarebbe destituita di fondamento scientifico e comparabile quanto a razionalità a quella dei movimenti di tipo religioso i quali vedono nell'azione delle sette l'opera del demonio. Secondo Corvaglia questo accostamento è indebito, perché una concezione è chiaramente metafisica e soprannaturale - l'idea della demonicità delle sette - e l'altra - l'idea del "lavaggio del cervello" - è solo una teoria scientifica che, se non è ancora definitivamente acquisita dalla totalità degli scienziati è proprio perché è così che funziona la scienza stessa. In altri termini, la scienza non esprime giudizi dogmatici, ma solo ipotesi verosimili e falsificabili, secondo l'insegnamento di Popper [14];

c) La vontaria confusione fra coercizione e violenza fisica. La difesa dei cultori e difensori delle sette, secondo i quali la scelta degli adepti di aderire ai culti è libera perché non vi sono fisicamente forzati è assolutamente fallace. L'assenza di violenza evidente non è mai stato un indice di libertà dalla coercizione. Questo era già stato chiaramente spiegato nel XVI secolo da Étienne de La Boétie nel suo Discorso sulla servitù volontaria, dove egli scrive che il tiranno prende il suo potere sempre dalla volontaria sottomissione delle persone che tiranneggia [15] .

Critiche e controversie Edit

Il coinvolgimento di Luigi Corvaglia (in qualità di presidente del CeSAP e di esponente della FECRIS) nella propaganda «anti-sette» non è esente dalle critiche che si applicano da sempre a questo movimento. Lo si accusa del coinvolgimento nel contrasto dei c.d. «nuovi movimenti religiosi» praticando un categorico stigma ai loro danni e sfruttando i mass media tradizionali tanto quanto Internet per veicolare teorie come la controversa tesi del «lavaggio del cervello» (alias «manipolazione mentale») che avverrebbe nelle «sette». Ciò, secondo i critici, ha finito per generare un clima di allarme sociale che ha fatto da sfondo a casi di cronaca nera e ha dato origine a soprusi giudiziari e ad altre ingiustizie. Ciò, secondo i critici, contrasterebbe con i propositi libertari professati da Corvaglia.

Opere Edit

  • Psicopatologia della Libertà, Samizdat, Chieti, 2000 ISBN EAN
  • Riabilitazione Psicosociale. Problemi e prospettive, Centro Scientifico Editore, Torino, 2000 ISBN 9788876404597
  • Anarchia come antiutopismo, in Clio, R. Studi storici, Napoli, 2005, [ISSN] 0391-6731]
  • Due casi di confine. In Drogatologia. Storie di esseri umani con problemi di dipendenza patologica, ISBN 88-567-5589-0
  • Elogio di Pilato, in Noncredenza ed Etica, Abel Books, Roma, 2013, ISBN 9788867520350
  • Le dipendenze, in Temi di Medicina Sociale, Pensa Multimedia Editore, Lecce, 2014 ISBN 978-88-6760-164-6
  • A Cult is Like a Truman Show. Women in Cults (in corso di stampa negli USA)
  • "No Guru. Autoritarismo e tramonto della ragione" (in corso di stampa)

Note Edit

Voci correlate Edit

Collegamenti esterni Edit


Video
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Luigi Corvaglia su "Il Forteto" (Speciale Tg1)

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Luigi Corvaglia su Narconon

Luigi Corvaglia su Narconon

https://vimeo.com/257490515 (Presadiretta, Rai 3) del 24 Febbraio 2018

Cults and Terror- interview to Luigi Corvaglia (in russian)

Cults and Terror- interview to Luigi Corvaglia (in russian)

Programma dedicato ad una intervista a Luigi Corvaglia della TV Russa Servi-Yamal del 2 Ottobre 2017

Psicosette

Psicosette. Cosa sono-0

Intervento di Luigi Corvaglia al programma televisivo "I Fatti Vostri" (RAI2) del 4 Maggio 2012


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